La ricostruzione (degli edifici e dei cervelli)

lezioni

Eccomi qui, dopo la faticosissima giornata del convegno “Ricostruiamo L’Aquila, superiamo l’Europa” organizzato da Abruzzoweb, iniziata alle 8.30 e terminata esattamente 12 ore dopo, a scrivervi qualche riga di riflessione su ciò che abbiamo visto e sentito. So che i ringraziamenti si mettono alla fine solitamente, ma oggi voglio sovvertire questa regola e quindi inizio ringraziando fin da subito Warren Mosler: gentilissimo e disponibilissimo come sempre (ma per chi ha avuto il piacere di conoscerlo questo non rappresenta di sicuro una novità), con la sua umiltà e capacità di rendere accessibili a tutti i concetti che gli addetti ai lavori (economisti, per esempio) fanno passare per loro esclusiva conoscenza e comprensibilità, ha dato una lezione di macroeconomia ai ragazzi e di finanza alle istituzioni a proposito delle proposte per la ricostruzione dell’Aquila. Grazie Warren, a nome di tutti i soci di ME-MMT Abruzzo e non solo. Un altro sentito ringraziamento va ad un Paolo Barnard più in forma che mai, che le ha suonate dall’inizio alla fine a tutti, politici e non: avessimo noi tutti la metà della sua determinazione saremmo già fuori da questo pantano in cui si è infilata, fino al collo, l’Italia: grazie Paolo.  Chiusa la parentesi dei ringraziamenti, voglio ora parlarvi delle mie impressioni personali sul convegno di ieri, impressioni che vi invito a commentare sul sito www.memmtabruzzo.it o sulla pagina facebook del gruppo, riportando, per chi presente, anche la propria esperienza. Voglio dividere la mia analisi su 3 livelli: accademici, politici, cittadini. Partiamo dai primi: credo sia ormai del tutto inutile tentare di dialogare o tirare sulla barca della ME-MMT gente che viene da anni ed anni di oscurantismo ideologico e di studi palesemente indirizzati verso un pensiero unico, è come se ci trovassimo qualche secolo addietro a provare a convincere la chiesa che Galileo non diceva fregnacce. Quando una professoressa abbandona il convegno dicendo al sottoscritto testuali parole “io non posso stare a sentire queste cose sul deficit” e un altro tiene un discorso sull’Europa che nemmeno il più esperto e bieco politico europeista avrebbe il coraggio di pronunciare, arrivando alla vetta dell’assurdo esclamando che negli anni ’70 stavamo peggio di ora, si ha la percezione di come si sia solamente sprecato tempo: accademici? Bocciati senza appello. Seconda categoria: i politici. E’ bello sentirsi dire “avete ragione, la soglia del 3% nel rapporto deficit/pil è una boiata”, “la vostra proposta è corretta” e così via; sarebbe altrettanto bello immaginare però una conferenza analoga a 200 metri di distanza con argomenti e tesi totalmente opposti ed assistere al radicale cambio di idee dei nostri rappresentanti. Ormai ho imparato a menadito il politichese: dove conviene affermare “nero” si dice “nero”, dove la convenienza segue la direzione contraria si pronuncia “bianco” senza problemi. Ha senso rivolgerci ancora a loro credendo che cambino? Domanda legittima, che vi invito a prendere in considerazione. Chiudo con i cittadini, dai ragazzi agli imprenditori passando per gli operai: la gente è incazzata, non ne può di questa mamma Europa che ci ha distrutto e ci sta devastando senza pietà. Io spero che tutta la rabbia e la determinazione che ho visto ieri non si riversino solo nelle parole, ma piuttosto vi invitino a partecipare attivamente alla costruzione del nostro futuro, a comprendere che saperne di economia è fondamentale per non accettare supinamente tutto quello che ci viene imposto dall’alto: se lo scopo degli incontri e delle conferenze è permettere al cittadino di sfogarsi un pochino per poi tornare a casa a guardare il soffitto o a mettere “mi piace” su facebook, allora abbiamo fallito. Partecipate, unitevi a noi o almeno a chi si sta sforzando di proporre un pensiero alternativo a quello che ci sta distruggendo: la ME-MMT in tutta Italia, e sul nostro territorio con l’associazione ME-MMT Abruzzo, vi aspetta.

Alessio Scalzini, presidente ME-MMT Abruzzo

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One Response to La ricostruzione (degli edifici e dei cervelli)

  1. Andrea says:

    ottima sintesi!

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