Saldi settoriali e “pareggio di bilancio”

Nell’economia di uno stato vi sono tre (e solo tre) fonti da cui proviene l’approvigionamento di denaro: il settore privato, il settore pubblico e il settore estero.

Il denaro circolante viene continuamente scambiato fra questi tre settori.

Uno di loro è leggermente svantaggiato infatti il settore privato non può stampare la moneta! La convinzione diffusa che il settore privato (es. banche) possa creare denaro dal “nulla” è del tutto erronea, mentre il settore estero può introdurre moneta nel circuito attraverso le esportazioni.

Una basilare uguaglianza macroeconomica recita che:

BILANCIO PRIVATO + BILANCIO PUBBLICO + BILANCIO ESTERO = ZERO

esaminiamo le varie componenti dell’uguaglianza.

Il bilancio privato è dato dagli investimenti (spese dei cittadini, investimenti delle imprese…) meno i risparmi (I-S)

il bilancio pubblico da spesa pubblica meno tasse (G-T)

il bilancio estero da esportazioni meno importazioni (X-M)

Cosa accade quando sciaguratamente applichiamo la norma costituzionale (sic) (17 aprile 2012) secondo la quale lo stato italiano è costretto a fare il pareggio di bilancio?

La voce (G-T) va posta a ZERO quindi l’uguaglianza diventa:

(I-S)+(X-M)=0

in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo il termine (X-M) (esportazioni-importazioni) sicuramente ha un valore negativo quindi SORPRESA! affinché l’uguaglianza sia rispettata occorre che (I-S) sia positivo! quindi che il settore privato spenda più di quanto risparmi!

Proviamo ora a immaginare uno scenario in cui il settore estero (come è auspicabile che sia) abbia un saldo uguale a ZERO (cioè (X-M)=0)

in gioco restano il settore privato e quello pubblico (I-S)+(G-T)=0

A questo punto se vogliamo che una nazione (cioè i suoi cittadini) siano in attivo necessariamente il settore pubblico DEVE essere in passivo! Se così non fosse lo stato si arricchirebbe mentre i suoi cittadini sarebbero sempre più poveri.

In uno stato a moneta sovrana il termine (G-T) può, anzi DEVE, essere sempre un numero negativo perché lo stato non deve far altro che stampare moneta (o informaticamente aggiungere numeri al saldo delle proprie casse semplicemente schiacciando un tasto) senza impoverire nessuno anzi arricchendo il settore privato.

Infatti il DOVERE di uno stato sarebbe quello di immettere in circolo la “giusta” quantità di moneta. “giusta” vuol dire sufficiente a garantire la piena occupazione che metterebbe in movimento l’economia senza generare inflazione.

Questo con l’euro è impossibile perché lo stato non lo emette ma lo prende in prestito (pagando gli interessi) che sono quelli che stanno affossando l’economia italiana.

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